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I vaccini indeboliscono il sistema immunitario o è solo una “leggenda metropolitana” a cui, purtroppo, non possiamo rispondere con certezza?

In queste poche righe cercheremo, dunque, di capire, in primo luogo com’è nata la scoperta della tecnica di vaccinazione, in secondo luogo cosa sono i vaccini, ed infine, se provocano davvero gli effetti indesiderati che oggigiorno qualcuno decanta.

Chi scoprì la tecnica dei vaccini?

Studi a riguardo hanno dimostrato che la tecnica dei vaccini è stata scoperta nel lontano 1796  grazie al brillante medico e ricercatore inglese: Edward Jenner.

In quei periodi i morti per malattie infettive erano moltissimi, basti pensare che si poteva morire anche con una semplice dissenteria o febbre.

E fu proprio questa situazione a far scattare, nel cervello del dottore, una scintilla. Così Jenner, senza pensarci troppo, cominciò a mettere in pratica i suoi pluriennali studi teorici. Come scoprì i vaccini?

Un giorno, iniettò del materiale infettivo del Vaiolo nel braccio di una povera creatura di circa 8/9 anni.

A quei tempi questa malattia colpiva contadini, animali e qualsiasi persona era in contatto con chi l’aveva riscontrata.

Ma non portiamola troppo per lunghe e procediamo a descrivere l’accaduto; siete curiosi, vero?

Allora, dopo pochi giorni il brillante dottore scoprì che il bambino era diventato immune, non portando con sè gli effetti collaterali del vaiolo.

E quindi il dottore decise di dare a questa brillante scoperta il nome di vaccino.

Come vengono definiti e indeboliscono il sistema immunitario?

Purtroppo esistono molti pareri discordanti sui vaccini, quindi, la cosa che dovremmo fare sarebbe attenerci ai consigli di chi magari è più esperto, ma prestando sempre la massima attenzione.

Con ciò voglio intendere semplicemente che non occorre sempre credere a qualsiasi cosa ci venga detta; siamo esseri pensanti  in grado di farci, attraverso la giusta informazione, una nostra opinione.

Insomma: c’è un altro modo di vedere le cose.

I vaccini o come viene definita la tecnica di vaccinazione sono alcuni composti farmaceutici che contengono minime parti di batteri e microrganismi che provocano la malattia infettiva.

Ma come, quindi quando mi vaccino , in fondo inietto batteri pericolosi nel mio corpo? In linea teorica è così, nel senso che:

I microrganismi che vengono iniettati nel nostro organismo non sono infettivi e non possono causare la malattia contro la quale ci vacciniamo perché a differenza dei batteri e virus veri e propri,

quelli dei vaccini,  sono privati del loro potere infettivo per l’organismo, sono quindi lavorati in laboratorio e vengono privati della loro capacità di generare malattie.

Infine i vaccini sono privati delle loro capacità infettive, ma sono comunque in grado di generare una risposta da parte del sistema immunitario.

Cosa contengono al loro interno e come avviene la loro somministrazione?

I vaccini, al loro interno, come detto prima contengono agenti infettivi uccisi o resi quasi innocui, antigeni oppure alcune sostanze prodotte da microrganismi.

La somministrazione di vaccini può generare una risposta netta del sistema immunitario, quasi simile alla risposta prodotta da un infezione X, ma senza causare enormi effetti indesiderati.

E come fa poi il corpo a capire che sono stato vaccinato contro l’infezione X o Y?

La risposta è molto semplice perché, basti ricordare che il principio base sfruttato dai vaccini è quello della memoria immunologica, in altre parole:

è la capacità innata del sistema immunitario di ricordare virus e batteri eliminati in passato e fornire una risposta immunitaria.

Volendo essere più chiaro, mi vaccino contro l’influenza: la prima stimolazione dei vaccini fa in modo che il sistema immunitario generi una risposta immunitaria pronta, in modo tale da eliminare il virus, subito dall’organismo.

Quindi l’organismo dice di prestare attenzione per quei determinati virus e batteri. Che macchina perfetta il nostro corpo, vero?

Le vaccinazione serve ad eliminare il rischio di infezione di massa?

I vaccini sin dalla loro nascita hanno ridotto il rischio di contrarre alcune infezioni. Se la mettiamo sotto quest’aspetto possiamo dire che i vaccini servono a contenere alcuni virus o batteri che altrimenti sarebbero presenti ogni giorno nella quotidianità.

Quindi potremmo definire i vaccini come un “salvavita” perché, le malattie infettive, soprattutto, quelle di natura pericolosa, si trasmettono da persona a persona, quindi, se in una comunità tutti o quantomeno la maggioranza sono vaccinati il virus o l’agente patogeno si riduce.

E potremmo definire quindi, l’immunità verso agenti patogeni come immunità di gregge.

Come detto in precedenza, poi se le persone vaccinate entrano in contatto con le infezioni per cui sono vaccinati il sistema immunitario riconoscerà come estranei questi microrganismi che il corpo subito tenderà ad eliminare.

Quante somministrazioni vaccinali esistono?

I vaccini possono essere somministrati, come hanno dimostrato alcuni studi e ricerche per:

Bocca; iniezione intramuscolare; iniezione sottocutanea.

Studi a riguardo hanno espressamente dimostrato che esistono dei pareri discordanti sulla somministrazione di vaccini perché come dimostrato esistono alcune malattie, ormai passate, che non potrebbero provocare alcunché danno.

E quindi a mio avviso, alcune vaccinazioni non sono da considerarsi importanti e principali perché la somministrazione di vaccini può comunque provocare alcuni danni irreversibili, anche se, secondo alcuni, sono del tutto trascurabili.

Quali sono gli effetti collaterali? Indeboliscono davvero le difese immunitarie?

I vaccini non indeboliscono per sempre il sistema immunitario, ma appena dopo la somministrazione il sistema immunitario viene indebolito leggermente, anche se dopo qualche ora o qualche giorno i  nostri anticorpi daranno la risposta.

C’è comunque da ricordare che i vaccini indeboliscono seppur in minima parte il sistema immunitario.

Un vaccino con sé può portare il seme di alcuni effetti indesiderati, alcune controindicazioni che possono essere, soprattutto nei bambini:

1) Febbre: alcuni soggetti sottoposti a vaccinazioni possono contrarre come risposta immunitaria la febbre anche fino a 38.

2) Gonfiore: in alcuni casi può capitare un arrossamento della zona interessata e ciò potrebbe causare forti dolori, gonfiori e arrossamenti.

I vaccini, come abbiamo potuto capire, possono causare reazioni e in tal caso bisogna parlare con uno specialista e smettere con la somministrazione che sia intramuscolare o sottocutanea.

Pertanto, come afferma il ministero della salute, devono evitare ovvero sospendere la somministrazione:

1) Tutti coloro che sono soggetti ad alcune malattia neurologiche;

2)Coloro che risultano essere allergici ad alcuni composti;

3) I bambini nati sotto peso, e coloro che sono propensi alle dislessie e autismo;

4) Dovrebbero altresì sospendere, almeno fino a che la situazione non si stabilizzi, i bambini o anche le persone adulte che hanno difese immunitarie deboli.

Esiste una correlazione tra autismo e vaccinazione?

Il parere a riguardo è molto discordante ed è causa di dibattiti molto accesi, ma purtroppo alcune ricerche hanno smentito che i vaccini causino autismo.

Alcune statistiche hanno dimostrato che i bambini affetti da autismo hanno già la presenza di alcuni sintomi nei primi mesi di vita.

Alcune ricerche dell’organizzazione mondiale della sanità hanno smentito del tutto la correlazione.

Il mio consiglio a riguardo è quello di informarsi  e non lasciare che qualcuno decida per noi e per la nostra salute, perché come detto in precedenza l’asino non vola e c’è un modo diverso di vedere le cose: a buon intenditore poche parole.

Possono anche causare l’asma?

I vaccini non causano l’asma, anzi alcuni studi dimostrerebbero che durante i primi anni di vita la vaccinazione ridurrebbe il rischio di allergie.

In conclusione quindi, i vaccini stimolano il nostro sistema immunitario a produrre specifici anticorpi contro la malattia.

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