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Le emorroidi rappresentano alcune dilatazioni del canale anale, che tende al prolasso (rilassamento o discesa) e in alcuni casi possono addirittura causare delle emorragie più o meno gravi.

Ma quali potrebbero essere le cause?

Cominciamo col dire che le emorroidi sono alquanto diffuse fra la popolazione adulta e difatti, circa il 35% delle persone adulte,

senza distinzioni di sesso, ha riscontrato il problema delle emorroidi.

Come accennato in precedenza, le emorroidi sono diffuse fra la popolazione sia femminile che maschile e nel caso delle donne,

esse possono riscontrare il problema durante la gravidanza (verso il 6 mese di gravidanza), subito dopo il parto o addirittura nel periodo di allattamento.

Esse possono essere sia esterne e quindi visibili, sia interne e quindi non visibili.

Cerchiamo di capire cosa sono le emorroidi e quali sono le cause emorroidali.

Cosa sono le emorroidi e quali potrebbero essere le cause?

Le emorroidi sono dei cuscinetti di tessuto vascolare che si trovano nel canale anale ed in alcuni casi, possono gonfiarsi provocando alcune infiammazioni:

tuttavia si parla di emorroidi sia per designare le strutture venose, sia la loro infiammazione e quindi normale disfunzione.

Da un punto di vista medico e anatomico le emorroidi (come accennato) possono essere interne ed esterne:

le prime sono situate all’interno del canale anale, ricoperte per lo più da mucosa rettale, non risultano essere visibili e riconoscibili al tatto e non sono dolorose quanto quelle esterne.

La seconda tipologia sono invece, le esterne, situate nella parte bassa della linea dentata;

si trovano ai margini dell’apertura anale e sono ricoperte dal tessuto squamoso epiteliale e possono essere molto fastidiose e dolorose.

Ricapitolando quindi, le emorroidi rappresentano dei cuscinetti di tessuto pieno di sangue, formato da capillari, vene e soprattutto tessuto spugnoso che viene definito con il termine di tessuto vascolare.

Cercando di essere più chiari, ripetiamo che, le emorroidi si trovano all’interno del canale anale e sono mantenute ben salde alla parete per la presenza di alcuni legamenti fibrosi che le mantengono salde e ben ancorate, ma qual è la loro funzione?

Vediamola:

Che funzione svolgono?

La funzione delle emorroidi è quella di contribuire, collaborando con lo sfintere anale, all’evacuazione e alla continenza di liquidi e gas, quindi sono importanti per trattenere le feci che, senza le emorroidi, non riusciremmo a trattenere.

Formate dal tessuto vascolare (come detto), esse possono gonfiarsi o sgonfiarsi attraverso il riempimento o lo svuotamento di sangue e, per essere più chiari,

concludiamo aggiungendo che quando aumentano il loro volume e quindi tendono a gonfiarsi chiudono l’ano, in caso contrario e quindi lo svuotamento permettono la facilitazione della fuori uscita di feci e gas.

In condizioni normali le emorroidi non sono avvertite, però nella maggioranza dei casi tendono ad infiammarsi e a dilatarsi.

In che modo si classificano le emorroidi?

A seconda della gravità possono essere classificati in quattro categorie che andremo a vedere a seconda del prolasso (fuoriuscita).

1)Nel primo caso parliamo di emorroidi interne che non sono visibili all’esterno,

non escono fuori durante la defecazione,  risultano essere a volte dolorose, altre non dolorose ed in alcuni casi sanguinanti.

2) Emorroidi che fuoriescono e quindi prolassanti: durante lo sforzo da evacuazione possono essere visibili e tendono a sgonfiarsi immediatamente dopo l’evacuazione.

3) Le prolassanti e quindi le emorroidi che fuoriescono, sono visibili durante ogni defecazione e non tendono a ritirarsi se non con la riduzione manuale.

Quelle del quarto tipo invece sono sempre all’esterno e non possono essere ridotte se non con una cura di uno specialista del settore.

Quali potrebbero essere le cause scatenanti?

Da come abbiamo potuto capire quindi, le emorroidi (intese come infiammazione e non)

sono alcune disfunzioni delle vene emorroidali che prolassano verso l’esterno a causa del cedimento della mucosa che riveste il retto.

Ricerche e studi a riguardo hanno inoltre dichiarato che, le cause non sono state ancora ben individuate, tuttavia cercheremo di accennare quanto meno quelle conosciute, e quindi:

alimentazione errata, l’età, stipsi, diarrea, obesità, gravidanza, stress, sedentarietà nonché l’uso smodato di alcuni integratori alimentari.

Un’alimentazione poco bilanciata è tra le cause scatenanti delle emorroidi.

Difatti, uno scarso apporto nutrizionale di fibre causa stipsi e di conseguenza, l’insorgere delle fastidiose emorroidi.

Analogamente anche un’evacuazione frequente, l’assunzione di pochi liquidi, il consumo di alcol,

cibi piccanti, fumo sono, come già accennato, tra le cause principali del problema alle emorroidi.

Non a caso, chi soffre di emorroidi, afferma di non seguire una corretta alimentazione (assumere poche fibre), di bere poco o di esagerare con le bevande alcoliche.

Quindi, alla luce di quanto esposto, è bene prediligere una corretta alimentazione e di bere minimo due litri di acqua al giorno per favorire l’evacuazione.

Concludiamo aggiungendo che lo sforzo in fase di evacuazione, se si protrae nel tempo, può favorire le emorroidi.

Il fattore ereditarietà/età potrebbe essere anche esso una causa?

Altro fattore non meno importante sembra essere quello della ereditarietà, sebbene studi a riguardo non ne danno conferma;

pertanto tra le cause maggiori vanno annoverate, come ripetuto in precedenza:

la cattiva alimentazione, stress fisico e colon irritabile (evacuazione maggiore).

In ogni caso, le emorroidi non vanno sottovalutate e, se non curate, possono causare problemi più gravi.

Quali sono i sintomi?

I sintomi delle emorroidi possono essere sanguinamento di colore rosso vivo, pesantezza intestinale, sensazione di bagnato al tratto anale, prurito intenso prima e dopo l’evacuazione,

dolore quando si sta seduti a lungo, prolasso di muco (sensazione di bagnato) e gonfiore.

Il dolore alle emorroidi può anche essere un campanello di allarme di altre cause come le ragadi, fistole ed altre infezioni.

Per individuare la terapia è opportuno recarsi da uno specialista che, tramite una visita rettale, capirà se è il caso di agire sulle emorroidi o è in corso un’infezione più grave.

Tuttavia le emorroidi possono essere sintomatiche e quindi procurare fastidio o viceversa e quindi non provocare  alcun fastidio.

Cosa fare per lenire il fastidio?

Una corretta alimentazione, un consumo moderato di bevande alcoliche o l’eliminazione totale, cercare di calmare stress o ansia sono i primi rimedi di cui avvalersi in caso emorroidi.

Igiene locale è anch’essa importante per lenire bruciore, dolore e addirittura prurito:

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Rimedi contro le emorroidi

lavare la zona interessata quattro volte al giorno aiuta a lenire i fastidi e soprattutto il prurito.

Meglio utilizzare saponi neutri o saponi a base di oli vegetali.

Alimentazione corretta: l’apporto di fibre all’intero organismo è importante per contrastare fastidi come la stipsi e quindi favorire il normale funzionamento dell’intestino perché

come detto, la comparsa è anche legata ad un forte sforzo durante l’evacuazione.

Pertanto, prediligere l’assunzione di fibre e diminuire il consumo di pepe, peperoncino, o in generale di spezie.

Attività fisica e cura farmacologiche

Attività fisica costante: una vita sedentaria può favorirne la comparsa perché potrebbe essere causa di disfunzione intestinale.

Pertanto praticare una corretta attività fisica favorisce una regolarizzazione intestinale.

Tuttavia, nel caso soffriste di emorroidi sarebbe meglio evitare intensi sforzi fisici per evitare un’ulteriore infiammazione.

Cure farmacologiche: alcuni dei trattamenti farmacologici in grado di lenire il fastidio alle emorroidi sono a base di cortisonici che si possono assumere sia per via orale

sia essere utilizzati come anestetici locali sotto forma di pomate o unguenti, ma che comunque non costituiscono la soluzione.

Trattamenti chirurgici: quando hanno un impatto negativo sulle normali funzioni giornaliere è necessario considerare un trattamento chirurgico.

Esistono diversi trattamenti più o meno invasivi che verranno scelti dallo specialista che seguirà il caso.

Conclusione

In ogni caso, laddove si dovesse ravvisare la loro presenza è bene consultare uno specialista così da valutarne la gravità e procedere con la giusta terapia.

Difatti, in alcuni casi è possibile una terapia farmacologica in altri invece è consigliato un vero e proprio intervento chirurgico.

In ogni caso è bene sapere che esistono dei rimedi naturali per lenire tale fastidio.

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